mercoledì 28 agosto 2019
Cellulari, tumori e 5G
Argomento difficile. Ecco 10 domande per iniziare a orientarsi.
10 domande su cellulari, tumori e 5G.
martedì 6 agosto 2019
Recensione "Amianto" di Alberto Prunetti
Mi rivolgo a chi fa il mio mestiere: agli igienisti
industriali, ai formatori, ai tanti specialisti e professionisti della
sicurezza. Ho appena finito di leggere il libro “Amianto” di Roberto Prunetti e
mi sento veramente in obbligo di spendere due parole per raccomandarlo a tutti. In particolare a chi, come me, si occupa di sicurezza sul lavoro e igiene
industriale per scelta di vita e attività lavorativa.
Amianto è un punto
di vista. E’ un punto di vista che non possiamo dimenticare o far finta di
perdere tra i meandri e i cavilli della legge che proviamo ad applicare e a far
rispettare. E’ il punto di vista di chi perde la vita, di chi lavora, di chi ha
dedicato l’esistenza ad andare aventi in una giungla di tubi di acciaio infestata
da nebbie di esalazioni ignote e disseminata di ostacoli più grandi di loro.
Il tema non c’è bisogno di raccontarlo. Al massimo
sintetizzarlo come la più grande tragedia della storia dell’igiene del lavoro.
Un errore industriale che ha tolto la vita finora ad almeno 4 milioni di
persone e con il quale dovremo continuare a combattere per numerosi altri
decenni.
La scrittura è vera, efficace, urlata e soave come serve per
chi non riesce più ad ascoltare. Verso chi pensa che il lavoro sia un concetto
del passato ma anche verso chi si è accoccolato tra le spire molli di una
società postindustriale dove la nostra comodità è spesso polvere sotto i tappeti
altrui. E’ un urlo verso tutto e tutti e così va letto. Non soffermatevi su
certe rapide e necessarie conclusioni, neanche sulle inevitabili inesattezze in
una materia così complessa: questo è il grido di dolore di una generazione che
si è immolata in nome di una crescita industriale che troppo spesso ha
innestato una marcia insostenibile. E verso uno stato e una collettività che,
in nome di quella velocità, hanno accettato rischi inaccettabili.
Si ride, si ride pure in questo testo. Si sorride nei
racconti di un’infanzia con le ginocchia sbucciate, condita dal sarcasmo
inimitabile dei toscani, immaginando questi uomini di altri tempi la cui forza
era pari solo alla loro bontà. Si sogna leggendo la convinzione dei loro ideali
e si soffre scoprendo la loro ingenuità di fronte a certi pericoli, a certe
storture a certe mostruosità. E’ un racconto di una generazione andata; andata
perché non siamo capaci più neanche di immaginarla in un mondo, quello di oggi,
dove quel passato è esattamente la realtà di altri. Un mondo dove oltre 110
nazioni ancora non hanno ritenuto di mettere al bando l’amianto, un agente
classificato cancerogeno da ormai oltre 45 anni.
La raccomandazione è quindi proprio per chi fa il nostro
lavoro. Per chi si occupa di rischi, di igiene del lavoro. L’augurio è che
testi come questo ci entrino dentro e ci aiutino a uscire dal torpore nel quale
siamo relegati troppo spesso da norme incomprensibili e raffinati sofismi.
Leggiamolo questo libro e riscopriamo le persone: l’unico
vero e nobile motore della nostra fortunata attività.
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