Ancora alla ribalta l'argomento "Carne e tumori."
Uno studio condotto in Canada
sull’associazione tra consumo di carne rossa e cancro ha riportato il tema alla
ribalta (settembre 2019). Come purtroppo siamo abituati a constatare, la solita
ondata di approssimazioni e disinformazione ha invaso social e media.
Dopo l’ennesimo “lo
studio che scagiona la carne”, “smentita
la fatwa sulla carne”, “finalmente
confermato che consumare carne fa bene” e altre simili… ecco dieci
domande e risposte per orientarsi meglio.
1) Cosa è la IARC
La IARC è l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro. E’ un’agenzia indipendente finanziata
da 30 nazioni nell’ambito dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (Australia,
Austria, Belgio, Brasile, Canada, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Ugheria,
India, Iran, Irlanda, Italia, Giappone, Marocco, Olanda, Norvegia, Qatar, Corea,
Russia, Spagna, Svezia, Svizzera, Turchia, Regno Unito e USA).
2) Quali sono le
classificazioni IARC
La IARC classifica gli agenti
studiati in 4 categorie:
- Gruppo 1: Cancerogeni per
l’uomo (120 agenti)
- Gruppo 2A: Probabili cancerogeni
per l’uomo (82 agenti)
- Gruppo 2B: Possibili
cancerogeni per l’uomo (311 agenti)
- Gruppo 3: Non classificabili
cancerogeni per l’uomo (500 agenti)
3) La IARC ha classificato
cancerogena la carne rossa?
No. La IARC con la monografia 114/2018
ha classificato nel Gruppo 2A (probabile cancerogeno) il consumo di carne rossa
e in gruppo 1 (cancerogeno) il consumo di carne processata.
4) Questo significa che la
carne provoca il cancro?
No. Questo significa che il
complesso dei dati disponibili a livello mondiale alla data di pubblicazione
della monografia dimostra con sufficiente affidabilità che il consumo di carne
processata aumenta la probabilità di contrarre il cancro.
5) Perché la carne processata
ha una classificazione più severa?
Perché in questo caso i dati
dimostrano con maggiore chiarezza la correlazione tra il cancro e il consumo.
Nel caso della carne processata a livello industriale nella monografia si punta
il dito verso composti già noti come cancerogeni che si formano sia in fase di
produzione che di cottura. Nel caso della carne rossa non sottoposta a
trattamenti industriali l’evidenza non è così certa (limitata evidenza) e
quindi il giudizio finale è stato quello della classe 2A.
6) Perché gli studi di molti biologi
e nutrizionisti vengono usati per sollevare dubbi sulla classificazione IARC?
Perché é
un errore. Nel senso che per IARC non è rilevante il fatto che un
certo agente abbia effetti benefici su altri aspetti della salute. L’agenzia
verifica se le conoscenze scientifiche permettono o meno di associare un agente
al cancro. I numerosi studi sugli effetti benefici del consumo di carne non
sono in contrapposizione alle conclusioni della monografia.
7) Cosa dice lo studio canadese
del 2019?
La pubblicazione del 2019
prende in esame una serie di indagini e studi indicando che diminuendo il
consumo di 3 porzioni a settimana di carne rossa non diminuisce in modo
evidente il rischio di contrarre tumori.
8) Il nuovo studio smentisce la IARC?
No. Lo studio in esame aggiunge
elementi alla già labile classificazione IARC. La stessa Agenzia parla infatti
di limitate evidenze.
9) Dopo il nuovo studio la IARC
dovrà rivedere la classificazione?
Non è detto. La monografia IARC
ha una bibliografia di 800 citazioni. Qualora le nuove evidenze dovessero
assumere una rilevanza statistica significativa, l’argomento verrebbe ripreso
in carico come accade ed è accaduto nei riguardi di vari agenti.
10) Quindi come dobbiamo
comportarci?
Abbiamo la certezza che nelle
carni processate a livello industriale si sviluppano sostanze cancerogene così
come nelle cotture ad alte temperature. Abbiamo limitate certezze circa
l’associazione tra insorgenza di cancro e consumo di carni rosse così come
nutrizionisti che sottolineano i vantaggi associati allo stesso comportamenti.
Questo è quello che la scienza può affermare oggi e le nostre azioni,
così come per altri numerosi cancerogeni inseriti nelle liste di cui sopra,
possono prenderne atto o meno. L’importante è che ci si informi in modo
consapevole e non lasciandosi coinvolgere in crociate che non hanno senso
rispetto alla portata degli studi in esame.
A mio avviso, se esiste una
certezza, è che i prodotti molto processati dal punto di vista industriale
hanno una serie di caratteristiche, svantaggi e anche rischi per i quali personalmente
faccio di tutto per limitarne l’uso (ripeto: è una scelta individuale).
Santa Marinella (Rm) - 4 ottobre
2019
Stefano
Massera
Per approfondire:
In rete sono presenti
numerosi fonti italiane e straniere su questi argomenti.
Tra questi suggerisco:
·
Comprendere
la classificazione IRAC: Preambolo
·
Elenco
monografie IARC su www.iarc.fr
·
Monografia
IARC 114/2018
·
Consumo
di carni rosse e AIRC

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